Seduzione culinaria

Pubblicato in data 10.15.2014

"Posso farti una domanda", iniziò mentre tagliuzzava i succosi pomodori maturi. "Qual'è il tuo cibo preferito?"

"Filetto mignon", fu la mia risposta immediata, e la mia bocca quasi si bagnava tutta alla sola idea di quella carne.

"Ma non mangeresti filetto mignon ogni santo giorno, o no?"

"Certo che no", risposi, lacerando le radici di zenzero fresco in un piccolo vassoio che mi aveva dato.

"E perché no?" continuò, con gli occhi ancora puntati sui pomodori.

"Beh, suppongo se lo mangiassi ogni giorno, non sarebbe poi cosi speciale. Mi verrebbe la nausea. Tutte le cose buone sono buone con la moderazione, non pensi?"

"Si!" rispose con enfasi. "E mi hai fatto arrivare ad un punto importante"

"Che sarebbe?"

"La monogamia è un pò come il cibo. Se mangiassi la stessa cosa ogni giorno arriverei a stancarmi di quello. La varietà è il pepe della vita. Sembra che sei d'accordo!"

"Beh" mi soffermai, cercando di valutare le mie parole attentamente, "pensavo che parlassimo del filetto mignon. Non pensavo che la mia risposta sarebbe stata presa cosi drasticamente fuori dal contesto." Alzai il sopracciglio aspettando che continuasse.

"Ma capisci quello che sto cercando di dire? Che tu stia mangiando sempre lo stesso cibo o scopando lo stesso partner, ti potresti stancare, diventa troppo famigliare, troppo prevedibile non pensi?"

"Quindi in altre parole, la monogamia può essere meglio chiamata monotonia?"

"Ci sei arrivata!" rispose lui con una leggere risata. "Quello che cercavo di dirti!"

"Mi stai dicendo che tradisci Claire?" dissi, domandandomi se il mio migliore amico era diretto verso un soggetto che era più che solamente ipotetico.

"Forse" disse dolcemente, senza guardare in alto. Il pomodoro che stava tagliando ormai era tagliato fino al cuore. Lo mise da parte e si mise a lavorare su un cilantro. "O forse sono solo interessato cos'altro c'è sul menu. Mi passeresti quella bottiglia di succo di limone?" aggiunse con disinvoltura.

"Wow, Scott, non sono sicura di quello che devo dire. Non è che Claire sia soup du jour. Sei sposato con lei. La selezione non cambia. Tu hai fatto la tua scelta. " Non mi piacque la voce giudicante che usai, ma il suo commento mi prese di sorpresa ed ero incerta come rispondere. Che volesse il mio sopporto? che fossi logica? che fossi rassicurante?

"Quindi Claire è un pò come la zuppa di piselli, o no?" disse ridacchiando cercando di tirare su un pò il morale della situazione.

"Claire è un pò come il filetto mignon in realtà, Scott. E' buonissima. E' un capolavoro. Ecco perché l'hai sposata. E dovrebbe essere buona da mangiare domani come lo è oggi."

"So che hai ragione" accordò, mescolando il sugo Thai che aveva fatto versandolo sul pollo. "Ma se, solo per una volta, volessi mangiare qualcosa di diverso. E se per una notte potessi assaggiare il sapore di una diversa carne?"

Sentì un leggero brivido nel petto. Scott era l'unica persona che conoscevo che potesse rendere anche il suono più innocuo sensuale e provocativo, e per la prima volta in 3 anni di amicizia, iniziai a domandarmi se avesse in realtà un desiderio sottointeso per me.

"E se tu lo potesse fare? Pensi che lo faresti veramente?" mi chiesi ad alta voce.

"Onestamente?" chiese guardandomi direttamente negli occhi per la prima volta. "Si, credo che vorrei provare qualcosa di nuovo. Magari gambette di granchio?" rise timidamente, lanciandomi uno strofinaccio sulla gamba. "O magari un bel petto di pollo" rise, allungandosi verso di me in maniera giocosa come per tentare di afferrare il mio petto.

Risi, ma non ero sicura se quella era una risposta al suo umorismo o se era frutto delle farfalle nervose che ora svolazzavano dentro di me. Mi stava seducendo? Il mio amico, lo chef del sugo, mi stava forse ora vedendo come un pezzo di carne cruda, da modellare e roba del genere e cucinare in un forno di intensa passione? L'idea sembrava avere il suo merito.

"Cosa ne pensi di un bicchiere di vino?" offrì versando il Merlot prima che potessi anche rispondere. Ero sicura che questo facesse parte della sua strategia. Mi avrebbe riempita di liquore, giusto abbastanza da abbassare le mie inibizioni per poi modellarmi con la sua culinaria seduzione.

Feci un grosso sorso, rubandomi la possibilità di continuare. Il fatto fu, che in quel momento volevo Scott quanto lui sembrava volere me. eravamo amici da tanto tempo. Era carino, era sexy, talentoso e buffo. Era l'unico uomo che io abbia mai conosciuto che sapeva maneggiare le cose in cucina e cucinava spesso per me quando la sua moglie era via per affari. Prima di questa notte, non c'era mi stato niente tra di noi a parte una amicizia genuina e qualche flirt innocente. Adesso, mentre ero seduta al tavolo della cucina con il mio bicchiere di Merlot, l'idea di spogliarmi nuda completamente lasciando il mio amico a scoprirmi in un modo completamente nuovo iniziò a mandarmi verso la distrazione.

"Un'altro?" domando, rovesciando la bottiglia sul mio bicchiere che era ormai vuoto, Annuì, inalando i profumi di uva mentre mi riempivo la bocca di vino attraverso i miei denti e inghiottivo. Il momento sembrava essere quello giusto. Con il pollo sul forno, Abbiamo avuto la possibilità di andare verso il salone per renderci più comodi. Decisi di prendere il controllo, lasciando niente al caso.

"Scott" dissi ad alta voce, "Come ti sembro?"

La sua faccia divenne perplessa.

"Voglio dire, mi vedi come un'amica.....o come un prodotto dal menu?"

Lo sguardo perplesso fu rimpiazzato con uno intuitivo.

"Tutti e due?" rispose con una mezza domanda, e una qualità di voce mezza certa.

"Quindi, stasera, se tu fosti inclinato a provare le ostriche invece che il filetto mignon, sarei io l'ostrica?"

"Potresti essere qualsiasi cosa tu voglia essere basta che mi dai un assaggio" rispose. Ancora una volta il tono seduttivo nella sua voce mi fecero venire le farfalle allo stomaco. Posi il bicchiere di vino sull'estremità del tavolo e scivolai in avanti sulla mia sedia. Scott si mise in ginocchio, appoggiando le sue mani tremolanti sulle mie cosce. Ci guardiamo negli occhi lungo abbastanza da estendere il nostro silenzioso permesso mutuo per continuare.

Le dita intrepide di Scott scivolarono sotto la mia gonna e mi trovarono ansiosa che aspettavo. I miei fianchi scivolarono all'estremità della sedia barcollando in avanti cosi potesse sentire il nostro calore che emanavo e sentire la mia voglia in crescita.

"Assaggiami" sussurrai, dandogli il permesso a quello che sembrava cosi fortemente desiderare. Scivolai in alto la gonna e apri le mie gambe davanti a lui.

Il suo caldo respiro contro il mio inguine mi fecero bagnare istantaneamente. La pressione dei palmi delle sue mani che si aggrappavano alle mie cosce aperte aggiungevano alla sensazione e un gemito di grande anticipazione e desiderio emergevano dal mio più profondo. La mia mente era colma di pensieri di lui che mi spostava il perizoma sul lato per infilare la sua lingua profondamente dentro di me, vibrandola colpendola contro il mio clitoride e leccandomi fino a non rimanere altro che un diluvio di liquido intossicante e delizioso. Sembrava percepire la mia voglia e sbucciò la seta bagnata dal mio sesso prima di appoggiare il suo pizzetto contro la mia morbida dolcezza bagnata. Strillai per la delizia iper-ventilando quasi istantaneamente come se le sue labbra sussurrassero contro di me, mandandomi i brividi su tutto il mio corpo. Fui letteralmente colpita dal piacere, e avvolsi le mie gambe intorno al suo collo, usando le mie caviglie tremolanti per spingerlo contro di me. La qualità di sussurro con cui aveva iniziato si trasformò in un moderato vibrante ronzio che mi mandò in spasmi. Le mie dita scivolarono tra i suoi capelli e lo spinsi dentro di me, ma più forte, fino a che il ronzio divenne un crescendo. Succhiò il mio clitoride con la pazienza e il tempismo di un maestro, fino a che presto, non sentivo più niente a parte il suono del sangue che scorreva nelle mie vene, dritto ai miei capezzoli e al mio clitoride. La mia testa formicolava. Questa notte, che iniziò come tante altre, con il profumo di pollo Thai che bolliva sul fornello e la mia figa ansiosa che bolliva nella sua bocca, stavo per dare a Scott il sapore di qualcosa di completamente diverso.

Sembrava che provasse. Ero diventata il suo soup du jour, il suo grosso biscotto cremoso. Sembrava che l'uomo che si procurava da vivere usando il suo palato raffinato non avrebbe cambiato una singola cosa. Mi divorava come se fossi la sua stessa delicata creazione. Continuò, golosamente, come se avesse paura di lasciare anche una singola goccia nel vassoio. Le mie cosce tese contro le sue mani mentre le mie interiora tremavano, annunciandoci entrambi che il mio vassoio stava per traboccare. Presto le sue labbra e il suo mento erano spalmati dal mio liquido fragrante ondate di piacere lo immersero fino a che fu completamente sazio e si appoggiò indietro contro l'ottomano, uno sguardo di soddisfazione stampato sulla sua faccia.

"Lo adoro il filetto mignon" Scott disse irrompendo il silenzio imbarazzante che segui. "Ma non mi pentirò mai di avere assaggiato l'ostrica"

Non me ne pentirò mai neanche io pensai, sorridendo.

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